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Parrocchia San Biagio Ravecchia

ORARI SANTE MESSE

DOMENICA E FESTIVI ore 10.00
LUNEDì ore 17.30 (ore 17.00 recita del Santo Rosario)

II Domenica di Quaresima

1° lettura: Dal libro della Genesi 22, 1-18 (Il sacrificio di Isacco)

Salmo: Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi

2° lettura: Dalla lettera di S. Paolo ai Romani 8,31-34 (Dio è con noi)

Vangelo: Dal Vangelo secondo Marco 9,2-10 (La Trasfigurazione di Gesù)

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Tutta la legge dell'umana esistenza sta solo in questo: che l'uomo possa inchinarsi all'infinitamente grande.  (Fëdor Dostoiewskji)

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1)      Abramo è scelto da Dio e introdotto nel mistero della sua amicizia che si chiama Alleanza.

Nel racconto del sacrificio di Isacco questa esperienza della manifestazione di Dio e della sua scelta non è immediatamente o facilmente comprensibile: anche per Abramo è più facile quando realizza il desiderio profondo del cuore: avere il figlio; è una terribile prova quando quello stesso figlio è preteso in sacrificio.

Quante volte nella nostra vita, in modo più o meno drammatico, abbiamo fatto l’esperienza della fede messa alla prova: la fatica del lavoro quando c’è e dell’umiliazione quando manca; i rapporti che viviamo così complicati da una diffidenza che spesso intacca anche i più solidi, il male fisico e morale in noi e negli altri che ci attanaglia; le ingiustizie evidenti o l’incertezza del futuro che ci fanno sentire impotenti. Tutto questo ci fa dire “perché?”.

Dio non permette che la prova sia superiore alla nostra forza e in ogni caso c’è, costantemente fedele, la sua forza, la sua compagnia, la sua misericordia. Cristo è morto ed è risorto, ci dice S. Paolo, e intercede per noi!  Se lo invochiamo: ecco la preghiera!

Tutto è salvato solo se stiamo alla presenza di Cristo perché solo la presenza del divino rende bello l’umano.

Immaginatevi Abramo quando è passato dall’angoscia di un’obbedienza che gli chiedeva il figlio, alla gioia stupita di vedere un popolo nascere da lui, lui che aveva chiesto solo un figlio per sé.  Questo è stato possibile perché la sua fede non l’ha fatto fuggire.

Tornano alla mente le parole di Manzoni nei “Promessi sposi”: “Dio non turba  mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande!”

Noi siamo insieme per richiamarci a questa fede, per aiutarci a stare, nella vita, davanti al Signore.

Quante volte preghiamo senza la coscienza di essere davanti a Lui, non preghiamo perché non avvertiamo il desiderio della Sua presenza.

Quante volte scambiamo per distrazione l’umano che urge in noi come se la drammaticità dell’esperienza umana ostacolasse la domanda al Signore.

2)      E’ bello per noi stare qui: perché siamo alla Tua presenza

Anche Pietro, Giovanni e Giacomo vivono qualcosa di più grande di loro.

Nel fatto della Trasfigurazione c’è la manifestazione della divinità di Cristo resa in modo misterioso sperimentabile anche dai suoi, da quelli più intimi, ma  non per sollecitare una conoscenza intellettuale (non capivano e si interrogavano fra loro per vederci un po’ più chiaro).

Nemmeno per suggerire una evasione dal tempo e dalla vita (anche se la reazione di Pietro: “facciamo tre tende e stiamo qui che si sta bene” è comprensibile),   ma per rafforzare in loro e in noi la coscienza del fatto che Dio sta con l’uomo, in tutta la sua gloria e, in Cristo, in tutta la nostra umanità.

Il fatto straordinario della Trasfigurazione di Gesù è anche una dono di forza e fiducia fatto agli apostoli (e a noi) in previsione della morte sua e della persecuzione loro come affermano i Padri della Chiesa.

Infatti è come una anticipazione della grande novità della Resurrezione di Cristo: ciò che per Pietro, Giovanni e Giacomo fu un momento, per noi è una condizione stabile.

Gesù stesso ha detto, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del tempo.

3)      Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?: Non hai paura di nulla … letteralmente: non hai paura del nulla.

Di quella terribile malattia che ci toglie il gusto di vivere; della noia o della falsa gioia che fa  dimenticare (se possibile) l’impegno del vivere; di ciò che a causa della nostra amicizia con Cristo può diventare persecuzione.

Pensiamo ai cristiani perseguitati, a quelli per cui la fede è un rischio, ma anche a noi immersi in una cultura che vuole emarginare il divino.

La resurrezione di Cristo rende vano questo tentativo perché, come per Abramo, quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso, minacciato, quasi perduto, la consolazione del Signore arriva per chi sta alla sua presenza.

Il cammino della Quaresima ci educa a guardare a Cristo presente dentro il dramma della vita perché dalla nostra libertà sorga il proposito che il salmo ci suggerisce: “camminerò alla presenza del Signore  nella terra dei viventi”, cioè ora e qui mentre obbedisci al tuo compito di uomo.

 

Immagine: Icona della Trasfigurazione

Orari delle Sante Messe, nell'ALBO

 

 

 


Venite a me voi tutti...

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